TUTTI A TEATRO CON “I SETTE CONTRO TEBE”

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I sette contro Tebe ( Ἑπτὰ ἐπὶ Θήβας) è una tragedia di Eschilo, portata in scena alle Grandi Dionisie del 467 a.C. Era la terza del Ciclo tebano, composto da altre due tragedie, Laio ed Edipo, purtroppo andate perdute.

Tebe è in pericolo. Fuori un esercito nemico l’accerchia, guidato da Polinice. Eteocle, suo fratello, da dentro le mura fa animo al suo popolo: che difenda la terra e gli altari degli dei, “volando in massa ai bastioni, ai varchi del baluardo” e stando saldo davanti alle uscite.
Sono ascoltati gli ordini del sovrano: è tutto un accorrere verso le mura, ai posti di combattimento. Intanto, torna in città il corriere, uscito a cercare notizie su ciò che succede. Ha spiato il campo nemico e visto sette nemici, “capi d’armata”, prepararsi alla guerra. Un rito hanno fatto, dissanguando un toro sopra l’incavo di uno scudo e “tuffando il pugno nella pozza…

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QUATTRO CHIACCHIERE SUL TEATRO GRECO

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Interessante questa chiacchierata con Rush Rehm, che all’università di Stanford insegna teatro e si occupa di studi classici. Entriamo con lui nel mondo della tragedia greca e vediamo che cosa era – ed è – veramente attraverso alcuni aspetti salienti (il podcast è in inglese: qui sono riassunti i punti più importanti).

http://greecepodcast.com/episode6.html

UNO SPETTACOLO A TEATRO

Benché il mondo greco conoscesse altre forme di spettacoli o di intrattenimento (lo erano i racconti degli aedi, le processioni sacre…), la tragedia è indissolubilmente collegata allo spazio teatrale, che nel mondo greco è all’aperto, sotto il sole e a stretto contatto con l’ambiente circostante. L’esperienza estetica degli spettatori non è dunque isolata da un luogo chiuso come il teatro moderno, dove luci e suoni aiutano a coinvolgere emotivamente chi guarda. Gli spettacoli vengono messi in scena in piena luce (dal mattino al tardo pomeriggio) e, sotto gli occhi del pubblico, che ad…

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Rainer Maria Rilke, undici poesie scelte

 

 

 

Rainer Maria Rilke, undici poesie scelte

 

 

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San Valentino 2017. Reading di poesie d’amore nella “Casa delle Arti. Spazio Alda Merini” a Milano

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“La Vergine delle rocce” e “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci

LA PRESENZA DI ÈRATO

leonardo_selfLeonardo, pittore, architetto, scienziato e scrittore nacque a Vinci nel 1452. Discepolo del Verrocchio in pittura, fu in ogni altro campo un autodidatta. Fu al servizio di Ludovico il Moro dal 1482; dopo la caduta del duca, peregrinò in varie città (Mantova, Venezia, Firenze) e fu ingegnere militare di Cesare Borgia. Ancora a Firenze nel 1503-06, tornò a Milano nel 1508 , dove progettò lavori di fortificazione del Naviglio presso S. Cristoforo; fu quindi a Roma, al servizio di Giuliano de’ Medici, dal 1516 in Francia, presso la corte di Francesco I, dove morì nel 1519. Come pittore creò una tecnica “sfumata”, con delicati contrasti  di luce e di ombra che fanno sparire i contorni e creano un’illusione di atmosfera e di vita nella scena rappresentata.

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Capo Sounion – Tramonto 1989

 

Tramonto a Capo Sounion

Grecia

 

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Felix Mendelssohn, Psalm 22 Op. 78 n. 3 “Mein Gott, warum hast du mich verlassen?”

 

 Shoah

In memoriam 

 

 

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Museo Archeologico Nazionale di Napoli: inaugurata la sala dei culti orientali

DJED MEDU

158845_5.JPG Source: beniculturali.it

Domani, 29 giugno, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli metterà a disposizione un nuovo percorso espositivo dedicato alla diffusione dei culti orientali nel mondo romano. “Egitto-Napoli. Dall’Oriente”, a cura di Valeria Sampaolo, è la terza tappa del progetto “Egitto-Pompei”, in attesa della quarta e ultima che l’8 ottobre, sempre nel museo napoletano, vedrà finalmente la riapertura della sezione egizia. Una sala al secondo piano, in prosecuzione di quella dell’iseo pompeiano, conserverà testimonianze trovate in Campania dell’arrivo di divinità orientali – come Attis, Cibele, Sabazio, Mitra ma anche il Dio ebraico – tra cui Iside fu sicuramente la più amata. Spiccano gli affreschi con scene di cerimonie isiache dalla Palestra di Ercolano, la “nicchia isiaca” dai Praedia di Giulia Felice a Pompei (finora nei depositi del museo) e, soprattutto, le tre bellissime coppe in ossidiana (skyphoi) da Stabia, forse di produzione alessandrina (I sec. a.C.-I d.C.), con intarsi in…

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Enrico Nistri. Relazione sulla Poesia di Giorgina Busca Gernetti al Caffè Storico Letterario “Le Giubbe Rosse”. 17 aprile 2012

 

 

Un bellissimo ricordo!

 

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Scarpe rosse sulla tastiera del mio pianoforte contro la violenza sulla donna

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Contro la violenza sulla donna

 

 

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