Omnia Mundi Fumus et Umbra

Crète

Argyroupoli, un village très agréable à une vingtaine de kilomètres de Rethimnon regorge de choses à voir, ainsi qu’à ses proches alentours. J’aurai plusieurs fois ici l’occasion de vous faire découvrir les petits « trésors » de cette région .

Premier mini sujet sur Argyroupoli donc avec sa porte romaine en plein village (qui s’appelait Lappa à l’époque) dont les montants et le linteau en pierre ont été bien conservés. Sur ce linteau est gravée cette inscription latine « Omnia Mundi Fumus et Umbra » signifiant « Tout dans le monde n’est que fumée et ombre ».

Afin de sceller la paix ou au moins une trêve avec la rébellion crétoise, notamment avec un de ses grands chefs, Georgios Kantanoleos, Francesco da Molin, 99è doge de Venise aurait proposé sa fille en mariage à un des fils de Kantanoleos. Le mariage a eu lieu dans le village avec pas moins de 300…

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LO SCUDO DI ACHILLE

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Nel XVIII libro dell’Iliade, Achille riceve da Efesto un nuovo scudo, bellissimo, decorato con varie scene. Tutte le immagini che lo abbelliscono sono state descritte nel testo omerico e tale descrizione costituisce, di fatto, una digressione, che sospende per un attimo il racconto degli eventi. Noi l’abbiamo divisa in otto parti, a seconda delle immagini via via presentate.

Nell’immagine, raffigurazione di Achille su un vaso a figure rosse (V a.C.). Particolare.

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1. L’UNIVERSO

Lo scudo che Efesto fece per Achille è diviso in cinque parti, nella prima delle quali c’è la rappresentazione dell’universo. Da notare la ripetizione degli aggettivi che indicano lo splendore di questo manufatto (brillante, scintillante). Ai greci piaceva molto tutto ciò che risplendeva!

E fece per primo uno scudo grande e pesante,
ornandolo in ogni sua parte; un bordo vi pose, brillante,
triplo, scintillante, poi una tracolla d’argento.
Cinque dunque erano le parti di quello scudo, a…

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PILLOLE DI MITI (QUINTA PARTE)

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IL MITO DI NIOBE: AMORE DI MAMMA PUNITO

Niobe, moglie del re di Tebe Anfione, generò sette figli e sette figlie. Orgogliosa della prole, derise Latona, madre di soli due figli, Apollo e Artemide. La dea allora incaricò questi di vendicare l’offesa, ed essi, con le frecce, portarono a termine il compito, Apollo mirando ai maschi e Artemide alle femmine. Ecco che cosa accadde a strage quasi ultimata:

“… restava l’ultima: proteggendola col corpo

e con la veste, gridò la madre: “Lasciami questa sola, la più piccola!

Di tante ti chiedo la più piccola, questa sola!”.

E mentre implora, quella per cui implora viene uccisa. Senza più nessuno, si accascia

tra i corpi dei figli, delle figlie, del marito,

e si fa rigida per le sofferenze: il vento non le sposta un capello,

sul viso ha il colore dei morti, gli occhi guardano

fissi nelle orbite spente; nulla è più…

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I MITI DI OVIDIO: VENERE E ADONE

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Vaso attico a figure rosse (410 a.C.) con Afrodite e Adone.

Adone era un giovane bellissimo e Venere, ferita accidentalmente da una freccia di Cupido, se ne innamorò. Non riuscì però a trattenerlo dal cacciare, pur avendolo messo in guardia dalle bestie feroci. Così un giorno, mentre cacciava, il giovane fu ferito mortalmente da un cinghiale. Udendo i suoi lamenti, la dea accorse in suo aiuto, senza però salvarlo. Che cosa crebbe nel punto in cui Adone cadde?

VENERE INNAMORATA (1/3)

“Incantata dal­la bellezza di Adone, non le importa più

delle spiagge di Citèra, non visita più Pafo, che sta in mezzo al mare,

né la pescosa Cnido né Amatunte, ricca di metalli.

Sta anche lontana dal cie­lo: al cielo preferisce Adone.

Gli sta attaccata, non va che con lui, avvezza com’era a passare il tempo

all’ombra e a curare la propria bellezza, accrescendola,

gira per colli, per selve, tra…

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TUTTI A TEATRO CON “I SETTE CONTRO TEBE”

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I sette contro Tebe ( Ἑπτὰ ἐπὶ Θήβας) è una tragedia di Eschilo, portata in scena alle Grandi Dionisie del 467 a.C. Era la terza del Ciclo tebano, composto da altre due tragedie, Laio ed Edipo, purtroppo andate perdute.

Tebe è in pericolo. Fuori un esercito nemico l’accerchia, guidato da Polinice. Eteocle, suo fratello, da dentro le mura fa animo al suo popolo: che difenda la terra e gli altari degli dei, “volando in massa ai bastioni, ai varchi del baluardo” e stando saldo davanti alle uscite.
Sono ascoltati gli ordini del sovrano: è tutto un accorrere verso le mura, ai posti di combattimento. Intanto, torna in città il corriere, uscito a cercare notizie su ciò che succede. Ha spiato il campo nemico e visto sette nemici, “capi d’armata”, prepararsi alla guerra. Un rito hanno fatto, dissanguando un toro sopra l’incavo di uno scudo e “tuffando il pugno nella pozza…

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QUATTRO CHIACCHIERE SUL TEATRO GRECO

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Interessante questa chiacchierata con Rush Rehm, che all’università di Stanford insegna teatro e si occupa di studi classici. Entriamo con lui nel mondo della tragedia greca e vediamo che cosa era – ed è – veramente attraverso alcuni aspetti salienti (il podcast è in inglese: qui sono riassunti i punti più importanti).

http://greecepodcast.com/episode6.html

UNO SPETTACOLO A TEATRO

Benché il mondo greco conoscesse altre forme di spettacoli o di intrattenimento (lo erano i racconti degli aedi, le processioni sacre…), la tragedia è indissolubilmente collegata allo spazio teatrale, che nel mondo greco è all’aperto, sotto il sole e a stretto contatto con l’ambiente circostante. L’esperienza estetica degli spettatori non è dunque isolata da un luogo chiuso come il teatro moderno, dove luci e suoni aiutano a coinvolgere emotivamente chi guarda. Gli spettacoli vengono messi in scena in piena luce (dal mattino al tardo pomeriggio) e, sotto gli occhi del pubblico, che ad…

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Rainer Maria Rilke, undici poesie scelte

 

 

 

Rainer Maria Rilke, undici poesie scelte

 

 

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San Valentino 2017. Reading di poesie d’amore nella “Casa delle Arti. Spazio Alda Merini” a Milano

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“La Vergine delle rocce” e “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci

LA PRESENZA DI ÈRATO

leonardo_selfLeonardo, pittore, architetto, scienziato e scrittore nacque a Vinci nel 1452. Discepolo del Verrocchio in pittura, fu in ogni altro campo un autodidatta. Fu al servizio di Ludovico il Moro dal 1482; dopo la caduta del duca, peregrinò in varie città (Mantova, Venezia, Firenze) e fu ingegnere militare di Cesare Borgia. Ancora a Firenze nel 1503-06, tornò a Milano nel 1508 , dove progettò lavori di fortificazione del Naviglio presso S. Cristoforo; fu quindi a Roma, al servizio di Giuliano de’ Medici, dal 1516 in Francia, presso la corte di Francesco I, dove morì nel 1519. Come pittore creò una tecnica “sfumata”, con delicati contrasti  di luce e di ombra che fanno sparire i contorni e creano un’illusione di atmosfera e di vita nella scena rappresentata.

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Capo Sounion – Tramonto 1989

 

Tramonto a Capo Sounion

Grecia

 

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